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L’ERNIA DI SPIGELIO: UN DIFETTO DI PARETE RARO E INSIDIOSO

Quando si parla di ernie della parete addominale, la maggior parte delle persone pensa subito all’ernia inguinale o a quella ombelicale. Esistono tuttavia forme più rare, con nomi quasi sconosciuti, ma clinicamente rilevanti per la sintomatologia dolorosa, per il rischio di complicanze e per la difficoltà di diagnosi.

Tra queste troviamo l’ernia di Spigelio, descritta nel Seicento da un professore di Anatomia a Padova, Adriaan van den Spiegel, da cui prende il nome.

COS’È L’ERNIA DI SPIGELIO?

Pur rappresentando una piccola percentuale di tutte le ernie addominali (circa 1%), questo difetto di parete merita attenzione perché può essere difficile da diagnosticare e presenta un rischio non trascurabile di complicanze.

L’ernia di Spigelio si sviluppa lungo una zona chiamata linea semilunare, un punto di passaggio tra il muscolo retto dell’addome e i muscoli laterali. In quest’area la parete è fisiologicamente più sottile e, in presenza di fattori predisponenti, può crearsi un piccolo difetto attraverso cui protrudono grasso o anse intestinali.

In particolare, il difetto si localizza più frequentemente in un’area chiamata “fascia di Spigelio”, situata tra l’ombelico e la linea arcuata di Douglas. Come si può intuire dal disegno.

A differenza di altre ernie, spesso non è visibile come una tumefazione evidente sotto la pelle: può rimanere nascosta tra i muscoli (ernia interparietale), rendendo la diagnosi meno immediata. Per tale ragione l’ernia di Spigelio viene anche soprannominata l’ernia invisibile

Solamente nell'ultimo caso l'ernia si affaccia alla cute

QUALI SONO I SINTOMI?

I segnali possono essere sfumati:

  • dolore localizzato su un lato dell’addome
  • fastidio che aumenta con tosse o sforzi
  • talvolta una tumefazione poco evidente

Proprio perché può non essere facilmente palpabile, spesso è necessario ricorrere a esami diagnostici come:

  • ecografia della parete addominale
  • TC dell’addome (senza mezzo di contrasto), considerato l’esame più accurato nei casi dubbi
(Clicca sull'immagine per vedere il video)

PERCHÉ NON VA TRASCURATA?

Il rischio di complicanze acute (incarceramento e strozzamento) è risultato più alto rispetto ad altre ernie della parete addominale.

Uno degli aspetti più importanti è il rischio di incarceramento, cioè l’impossibilità di riportare il contenuto erniario nella sua sede naturale.

Lo strozzamento è la complicanza più seria: l’ansa intestinale coinvolta, torcendosi su se stessa, può non ricevere un adeguato apporto di sangue, con conseguenze ischemiche potenzialmente gravi e necessità di un intervento chirurgico urgente.

Per questo motivo, una volta diagnosticata, l’indicazione è generalmente chirurgica, anche quando i sintomi sono modesti.

COME SI CURA?

L’unico trattamento efficace è l’intervento chirurgico.

Oggi le tecniche disponibili sono due:

Chirurgia tradizionale (open)

Prevede una incisione mirata sulla sede del difetto e per rinforzare la parete addominale, il posizionamento di una rete protesica distesa sotto i muscoli retti e tra i muscoli laterali e con la sutura della porta erniaria.

Tuttavia essendo un difetto di confine, cioè la porta erniaria si trova tra i muscoli retti e i muscoli laterali dell’addome, la chirurgia aperta implica un’attenta separazione dei vari piani muscolari e fasciali. Per questo motivo, risulta essere più complessa della chirurgia laparoscopica, perché la protesi viene posizionata al centro di un crocevia di fasce e tra le fasce che dopo essere state separate, devono essere riavvicinate.

Chirurgia laparoscopica o robotica

Tecnica mini-invasiva eseguita attraverso piccoli accessi cutanei con l’uso di una telecamera. Tale tecnica permette oltre la sutura del difetto, il posizionamento di una rete di dimensioni generose nella parte più interna della parete addominale. La protesi può essere posizionata in sede intraperitoneale (IPOM) o nel piano preperitoneale (TAPP). Quest’ultima è la tecnica che preferisco perché non lascia la protesi a contatto con i visceri.
I vantaggi includono:

  • minor dolore post-operatorio
  • recupero più rapido
  • migliore esplorazione della parete addominale
  • rete ampia

Nella chirurgia laparoscopica viene aggiunta una protesi di dimensioni importanti che copre e rinforza la parete addominale senza la necessità di indebolire gli strati fasciali adiacenti il difetto.

In conclusione si può tuttavia affermare che entrambe le tecniche offrono ottimi risultati, con basse percentuali di recidiva se eseguite correttamente.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

È opportuno richiedere una valutazione specialistica se si avverte:

  • dolore persistente su un lato dell’addome
  • fastidio che aumenta con gli sforzi
  • tumefazione sospetta

Una diagnosi precoce permette di programmare l’intervento in sicurezza, evitando complicanze.

L’ernia di Spigelio è una patologia rara ma potenzialmente insidiosa. Proprio perché poco evidente e meno conosciuta, può essere diagnosticata quando già complicata. La differenza più importante riguarda il momento della diagnosi: un intervento programmato comporta rischi nettamente inferiori rispetto a un intervento in urgenza per complicanza acuta. In urgenza infatti l’intento chirurgico risolve la complicanza, ma di necessità non ripara in modo definitivo il difetto e l’ernia spesso si ripresenta!

L’ernia di Spigelio, se riconosciuta e trattata tempestivamente da mani esperte, ha una prognosi eccellente.

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