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2020: LUCI E OMBRE DI UN ANNO DIFFICILE ANCHE PER LA CHIRURGIA

Dire che l’anno appena concluso è stato terribile, difficile, inatteso, sarebbe sottolineare solo un’ovvietà. Tutti, chi più, chi meno, chi molto di più, abbiamo dovuto sopportare difficoltà, imprevisti, sofferenze, fatica sia fisica che mentale.

In questo articolo desidero però concentrarmi su quanto è accaduto nel 2020 in ambito chirurgico, certamente confermando molte difficoltà e rallentamenti, ma portando anche qualche contributo positivo e che ci permette di guardare con speranza a quello che verrà.

L’attività chirurgica nella prima ondata Covid-19

I circa tre mesi che hanno rappresentato l’inizio della pandemia, hanno portato con sé a livello mondiale una pesante riduzione dell’attività chirurgica in elezione (cioè non urgente): quasi 30 milioni di interventi chirurgici programmati sono stati annullati o posticipati!

I pazienti sono stati e ancora sono obbligati ad affrontare una lunga attesa per la risoluzione dei propri problemi di salute.

Cosa implica ritardare il trattamento di condizioni benigne

Da una parte il deterioramento delle condizioni dei singoli pazienti aumenta la disabilità, limita la socialità e riduce la capacità lavorativa; dall’altra parte la malattia stessa spesso peggiora e crea le condizioni per la comparsa di complicazioni peri-operatorie che rendono fallimentare o non eseguibile l’atto chirurgico stesso.

Molte condizioni patologiche benigne come le ernie, che normalmente possono essere risolte con interventi chirurgici in elezione ed in tempi ragionevoli dal loro sorgere, possono presentarsi con quadri di gravi complicazioni o possono rendere l’intervento chirurgico più complesso e conseguentemente generare un periodo post-operatorio e di convalescenza più impegnativo e lungo.

La riduzione della mia attività chirurgica

L’attività chirurgica da me svolta nell’anno 2020 ha subito sicuramente un importante rallentamento, nonostante nella prima ondata l’intero ospedale Galmarini di Tradate sia rimasto Covid-free; nella seconda, ondata lo sono rimaste la chirurgia e la terapia intensiva.

Tale rallentamento si desume chiaramente dai dati mostrati in tabella (confrontateli ad esempio con quelli che avevo reso pubblici a fine 2019).

Ma lo dimostrano anche più concretamente i circa 70 pazienti che, pronti per l’intervento chirurgico programmato, sono stati messi in attesa per una nuova ed attualmente incerta data; lo confermano gli oltre 100 pazienti in lista d’attesa (quindi non ancora convocati per gli accertamenti pre-operatori) per interventi di chirurgia di parete laparoscopica o di riparazione di difetti complessi di parete.

Molte le ragioni di questo rallentamento: il numero di sedute operatorie in assoluto è stato ridotto per la necessità di impiego di anestesisti, chirurghi e personale infermieristico presso gli HUB Covid; le sedute operatorie (mantenute covid-free) sono state distribuite per l’attività oncologica di tutta l’azienda ASST Sette Laghi, interrompendo (giustamente!) l’attività chirurgica per patologie benigne.

Cosa si può fare?

Spero che le amministrazioni, a qualunque livello, sviluppino piani di recupero e implementino strategie per ripristinare ed ampliare l’attività chirurgica in modo sicuro, per mitigare il grave onere dei pazienti che ne hanno subito la sospensione.

E’ segno sicuramente positivo il fatto che la chirurgia di Tradate abbia da poco ripreso l’attività chirurgica in regime elettivo.

Non solo rallentamenti

Un anno, il 2020 sicuramente impegnativo, ma che mi ha regalato importanti soddisfazioni professionali e personali: dal riconoscimento di responsabile dell’unità semplice, alla partecipazione attiva a tavole rotonde e webinar sui difetti di parete; dal consolidamento della tecnica e-tep laparoscopica, alla conferma degli ottimi risultati fino ad un anno di follow-up; dall’attuazione di interventi di chirurgia della parete sempre più complessi, agli interventi di chirurgia mininvasiva oncologica e benigna colo-rettale. E la soddisfazione di aver contribuito a salvare la vita di persone, e di vedere addirittura riconosciuto il mio lavoro sulla stampa locale. 

Un 2020 che ricorderò nel bene e nel male, ma senza dimenticarmi di ringraziare tutti coloro che hanno valorizzato il mio impegno e la mia professionalità.

Spero di potervi raccontare presto di un'accelerazione della mia attività chirurgica! Seguitemi sul blog. Al prossimo articolo!

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