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L’ERNIA INGUINALE NELLO SPORTIVO

Il post di oggi tratterà dell’ernia inguinale NELLO sportivo, che si differenzia dall’ernia DELLO sportivo. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci e procediamo immediatamente ad un doveroso chiarimento semantico.

LA 'SPORTS HERNIA'

L’ernia dello sportivo, o “sports hernia” è dovuta ad una lesione di tessuti molli, quali muscoli, tendini o legamenti, che genera una condizione d’infiammazione e quindi di dolore nella regione inguinale, in particolare a carico di quei tessuti che sono in stretto contatto con il pube. Essa genera forti dolori nella zona inguinale al momento della lesione. Tali dolori persistono nel tempo finché si svolge un’attività sportiva, in modo particolare eseguendo movimenti di torsione del tronco o degli arti inferiori, mentre scompaiono con il riposo. Tipicamente il dolore si ripresenta ricominciando l’attività sportiva.

PREVENIRE E CURARE LA ‘SPORTS HERNIA’

Sicuramente si può affermare che dedicare adeguato tempo allo stretching riduce la probabilità di procurare lesioni muscolo-tendinei implicati nell’affezione descritta come pubalgia.

Arrivare ad una diagnosi precisa è fondamentale. Una visita medica a volte deve essere supportata da ulteriori accertamenti, perché possono concomitare sia una pubalgia che una vera ernia inguinale.

Oltre ai test che il medico può svolgere alla visita, possono essere prescritti esami come ecografia, risonanza magnetica e visite super specialistiche con fisiatri ed ortopedici.

Nel 90% dei casi, la terapia conservativa, non chirurgica, cioè che prevede adeguato riposo, assunzione di farmaci antinfiammatori ed esecuzione di fisioterapia mirata, può portare alla risoluzione del caso.

Nel restante 10% dei casi quando il dolore è cronico e persiste il dubbio diagnostico della presenza di un’ernia, il chirurgo viene chiamato in causa e procederà ad intervento di esplorazione della regione inguinale: o attraverso una chirurgia tradizione “open”, o tramite una chirurgia mininvasiva.

QUANDO INVECE L’ERNIA È NELLO SPORTIVO

Anche gli atleti possono essere afflitti da una vera e propria ernia inguinale cioè da un’ernia clinicamente evidente.

La comparsa di un’ernia in regione inguinale può rendere fastidioso lo svolgimento dell’attività fisica, e crea spesso nello sportivo una situazione mentale faticosissima; i pensieri ricorrenti che prevalgono riducono drasticamente la capacità di svolgere un allenamento adeguato:

  • Cosa ho sbagliato?
  • Posso continuare ad allenarmi?
  • Può peggiorare?
  • Cosa si può fare?
  • Non posso più fare sport?
  • Se vengo operato potrò fare ancora sport?
  • L’operazione crea dolore?
  • Quanto tempo dovrò restare fermo?
  • Non mi fa male, posso aspettare a farmi operare?

COME AFFRONTARE UN’ERNIA INGUINALE NELLO SPORTIVO

Gli sportivi sanno bene che interrompere il proprio allenamento per tempi prolungati significa a volte compromettere gli obiettivi prefissati.

Per questo motivo, quando mi vengono poste queste domande, consiglio di procedere all’intervento chirurgico mininvasivo nel momento della stagione in cui si può rallentare con gli allenamenti.

In un quadro precoce con ernia inguinale di piccole dimensioni, la tecnica mininvasiva che propongo è quella denominata TEP o riparazione TOTALMENTE  EXTRA PERITONEALE.

Perché?

  • Perché il periodo di convalescenza è di circa 2 settimane
  • perché il dolore post-operatorio è ridotto
  • perché gli insulti chirurgici alle fasce dei muscoli sono minimi
  • perché non ci sono zone di tensione muscolo-fasciali, nemmeno nelle aree più superficiali
  • perché la rete posizionata nel piano posteriore non si sposta e può non essere fissata con mezzi meccanici
  • perché la rete di dimensioni adeguate protegge tutta la zona inguinale
  • perché si ha un bassissimo rischio di infezione
  • perché non si avrà la comparsa di dolore cronico o parestesie cutanee

Questa proposta chirurgica è avvalorata da tre punti chiave che voglio qui spiegare.

 

1) PICCOLE INCISIONI E RISPETTO DELLA PARETE ADDOMINALE

Le fasce muscolari sono strutture sottili che rivestono i muscoli e collegano i muscoli tra loro o con le ossa; a livello addominale hanno quindi la funzione di creare la parte più resistente della parete. Quando queste fasce vengono incise – tagliate si indeboliscono e possono creare futuri buchi per ernie. Più le incisioni sono piccole e migliore e veloce sarà la guarigione per questo la chirurgia mininvasiva supera la chirurgia “open”. Nella chirurgia mininvasiva la tecnica TEP vince sulla TAPP in quanto, se nella TAPP l’incisione della parete addominale, seppur per tagli di un solo centimetro, è completa, nella TEP viene incisa la sola fascia più superficiale mantenendo integra quella posteriore, non violando completamente la parete addominale.

2) LA RETE COME UN TAPPO PER RIPARARE UNA DIGA

Se immaginassimo la parete addominale come una diga che trattiene l’acqua (i visceri), la formazione di un’ernia è da intendere come una falla nella diga con perdita di acqua. La rete la intenderemo come un tappo da applicare alla falla. Se noi incollassimo il tappo nella parte a valle della diga, cioè anteriormente la parete addominale (come avviene nella chirurgia “open”) ci viene facile da pensare che un aumento precoce di pressione dell’acqua potrebbe far rimuovere il tappo, mentre se applicato dietro la diga o posteriormente (come avviene nella chirurgia mininvasiva) la pressione dei visceri contro la rete consolidano la cicatrizzazione di parete e rete.

3) NESSUNA LESIONE NERVOSA: NÉ DOLORE CRONICO, NÉ PARESTESIE

Nella chirurgia open nel raggiungere il piano dove posizionare la rete si incontrano le terminazioni nervose che rilevano la sensazione tattile e dolorosa cutanea della regione inguino-genitale: il nervo ileoipogastrico, il nervo ileoinguinale, il nervo genito-femorale e le terminazioni nervose del nervo sottocostale “T12”.

Se si creano intrappolamenti cicatriziali di tali nervi si può generare un dolore cronico invalidante che a volte deve essere risolto con un nuovo intervento chirurgico; per tale ragione, il chirurgo, spesso procede al riconoscimento e alla sezione di alcuni di questi nervi evitando così la complicanza del dolore cronico, ma generando una parestesia cutanea cioè un’alterata sensibilità dell’area innervata dalle terminazioni nervose sacrificate. Nel tempo tale situazione in parte si risolve, in parte il nostro cervello, che ha una grande capacità adattativa, si abitua rendendo normale tale percezione.

Nella chirurgia mininvasiva le terminazioni nervose di tali nervi sono sempre risparmiate per un motivo anatomico: si lavora ad un piano più profondo.

In giallo il decorso dei nervi sia superficiali (sinistra) che del canale inguinale (destra)

IN CONCLUSIONE

Sebbene una condizione anti-sportiva come quella di essere affetti da un’ernia inguinale non pregiudichi completamente la possibilità di proseguire temporaneamente di praticare sport, è importante prevedere un consulto medico specialistico, affinché si possa definire quanto sia possibile attendere prima di procedere all’intervento chirurgico, unica reale e definitiva soluzione proponibile. Nell’attesa l’utilizzo di una mutanda elastica può aiutare.

PRONTI, AI POSTI, VIA!!

A proposito di sport, di prevenzione e di salute, sposo pienamente il concetto descritto da Antonio Rossi, testimonial di UPsalute, che descrive tale portale come “opportunità di avere informazioni rigorose, ma facilmente comprensibili, […]far capire che la salute è un dono prezioso e che bisogna prendersene cura ascoltando il nostro corpo; […] far capire che la prevenzione deve essere una pratica quotidiana che ci può tutelare dalle malattie più serie.”, tanto che ho personalmente aderito all’ “UPsalute tour”, un reale tour in itinere in città e paesi sparsi dal varesotto al milanese, per aiutare le persone a preservare la salute e ad affrontare la malattia, rendendo ancor più utile la mia missione di medico.

Collegamento al canale youtube di UP-salute (a 1h:24' l'intervista al dr M. Rovagnati)
Con quest'ultima novità,
non posso che suggerirvi
di rimanere SINTONIZZATI
perché il TOUR è appena iniziato!!
Alla prossima!

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