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PREVENIRE E CURARE IL LAPAROCELE

Di ernia incisionale, detta anche laparocele, ho trattato già diffusamente nella sezione specifica del mio sito, ma è sicuramente un argomento che vale la pena approfondire.

RICORDIAMOCI DI COSA SI TRATTA

Il laparocele è la fuoriuscita dei visceri attraverso un orifizio della parete addominale, formatosi dal cedimento del tessuto cicatriziale di una sutura di una precedente incisione chirurgica.

CURIOSITÀ ETIMOLOGICHE

La parola “laparocele” deriva dal greco ed è composta dal prefisso LAPARO e dal suffisso CELE.

Se λαπάρα (“lapara”) significa chiaramente addome o ventre, cele in greco può originare da due nomi che hanno significati opposti: cele come κοῖλον «cavità» o cele come κήλη «tumefazione».

Questo è sicuramente interessante perché nelle ernie incisionali si manifestano proprio entrambi I significati: chi è affetto da laparocele, in posizione supina e a riposo può spesso chiaramente riconoscere un buco, una cavità nella propria parete addominale, mentre cambiando decubito o sotto sforzo compare una tumefazione che deforma l’addome.

Cele nella Grecia antica era altresì il nome di un Demo o territorio dell’Attica, situato in parte dentro e in parte fuori dalle mura di Atene. Sicuramente non si tratta di una coincidenza!

Disposizione di una sala operatoria durante un intervento di IPOM laparoscopica per laparocele.

QUANDO SI MANIFESTA L’ERNIA INCISIONALE?

L’ernia ventrale incisionale può presentarsi con un’incidenza variabile tra il 20% e l’80% in un intervallo di 5 anni da quando è stato eseguito un intervento chirurgico addominale. I laparoceli si possono presentare, con meno frequenza, anche per piccoli tagli eseguiti nelle tecniche laparoscopiche.

I FATTORI DI RISCHIO

La letteratura è ormai unanime nell’individuare chiari fattori di rischio per la sua insorgenza, tra cui:

  • intervento chirurgico eseguito in urgenza
  • presenza di un campo operatorio infetto
  • infezione della ferita
  • obesità (BMI > 26 kg/m2)
  • intervento chirurgico eseguito ad un’età superiore ai 45 anni
  • tabagismo
  • malattie metaboliche come ad esempio il diabete

C’è poi da dire che interventi eseguiti con tecniche laparotomiche presentano storicamente decisamente più alte possibilità di condurre nel tempo ad ernie incisionali, rispetto ad interventi eseguiti con tecniche laparoscopiche.

Questo tuttavia non implica che la laparoscopia elimini completamente questo rischio, né che il laparocele non possa insorgere nonostante la capacità e accuratezza del chirurgo che ha effettuato l’intervento.

CARATTERISTICHE DEL LAPAROCELE

Si tratta di un’ernia che ha la tendenza ad aumentare di dimensioni rapidamente: è fondamentale, pertanto, procedere rapidamente ad una visita chirurgica specialistica se ne si ha il sospetto.

Più esso diventa voluminoso e più l’intervento chirurgico diventa complesso, e di conseguenza aumenta la possibilità di problematiche per il paziente.

Infatti aumentano i rischi respiratori (con possibilità di dover transitare in terapia intensiva), il dolore post-operatorio (soprattutto se viene esclusa la possibilità di un intervento mininvasivo), i rischi di complicanze chirurgiche (sieromi, ematomi, infezioni e sanguinamenti).

COME SI CURA L’ERNIA INCISIONALE?

Quando si riscontra clinicamente un laparocele, è quasi d’obbligo indagare il difetto mediante una TAC dell’addome senza mezzo di contrasto. Solamente quando si ha il quadro clinico completo si può identificare correttamente la procedura chirurgica più adeguata da adottare.

La tecnica chirurgica prescelta dipenderà certamente da:

  • dimensioni
  • posizione
  • caratteristiche del difetto

Quello che è certo, è che il chirurgo ha il dovere di possedere un’ampia conoscenza di procedure chirurgiche: dalla chirurgia mini-invasiva laparoscopica, alla Posterior Component Separation, per poter offrire al paziente il tipo di intervento più adatto alla sua particolare situazione.

A titolo di esempio, posso riportare alcune delle tecniche da me utilizzate per la correzione di ernie incisionali: IPOM, IPOM PLUS, TARUP, TARM, e-TEP (Laparoscopiche); Ventral Patch, RIVES, STOPPA, TAR, PCS (Laparotomiche). 

C’è poi da dire che si stanno facendo interessanti passi avanti nell’ambito della chirurgia robotica, che quindi si aggiungerà in futuro alle tecniche che un ottimo chirurgo dovrà padroneggiare.

Visione laparoscopica di un laparocele a contenuto omentale (Link al canale YouTube)

MA QUINDI IL LAPAROCELE SI PUÒ PREVENIRE?

Dal lato chirurgico, la letteratura scientifica suggerisce, al fine di prevenirne l’insorgenza, una standardizzazione della tecnica di sutura della parete addominale mediante l’utilizzo di un filo monofilamento a lento assorbimento in singolo strato, secondo la Small Bite Technique, nonché di proporre l’utilizzo di una rete in posizione sopra-fasciale a rinforzo della sutura parietale, una volta identificati i pazienti che presentano fattori di rischio elevato.

Chi sceglie uno stile di vita corretto fa la prevenzione migliore:

  • favorendo l’attività fisica
  • mantenendo il corpo tonico, “fit”
  • mantenendo il proprio peso regolare (BMI tra 20 e 24 kg/m2)
  • evitando il fumo
Fare un po' di movimento all'aria aperta è un ottimo inizio per chi vuol essere "fit"

Certamente tutti potremmo dover essere sottoposti ad un intervento chirurgico nella nostra vita, e questi semplici consigli potrebbero evitarci in futuro guai ben più grossi!

Restate con noi per scoprire di cosa vi parleremo prossimamente!

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