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LA CHIRURGIA AI TEMPI DEL SARS-CoVid-19

In questi tempi drammatici che stiamo vivendo mi sento in dovere di condividere con voi sul mio blog qualche parola in merito alla terribile situazione che stiamo affrontando dal mio punto di vista di chirurgo che lavora in una ASST di Regione Lombardia.

TUTTI GLI INTERVENTI IN ELEZIONE SONO SOSPESI

Come già saprete tutti gli interventi chirurgici programmati, non oncologici, sono ormai sospesi da tempo, al fine di concentrare tutte le energie degli operatori sanitari e gli spazi di cura a disposizione, per far fronte all’emergenza sanitaria senza precedenti che stiamo vivendo.

Il presidio di Tradate nel quale lavoro è al momento deputato al trattamento delle urgenze non-CoVid, in modo da sgravare le altre strutture che invece sono in gran parte dedicate a questa lotta.

Questo non significa che non incrociamo pazienti CoVid nel nostro ospedale, e quindi dobbiamo comunque essere preparati a riconoscerli e a gestirli.

Questo non significa che sospendiamo completamente la nostra professione specialistica, anche perché è evidente che le urgenze ci sono e ci saranno sempre, e noi medici dobbiamo garantire anche a questi pazienti le possibilità di trattamento.

ECOGRAFIA E CHIRURGIA: UN CONNUBIO DALLE GRANDI POSSIBILITA’

Ho già avuto modo di sottolineare che uno dei punti cardine della mia professione è l’attenzione al perfezionamento continuo, che rappresenta lo strumento principe per sviluppare ed offrire competenze specialistiche sempre più raffinate, e che a volte travalicano i confini stessi della chirurgia.

A questo proposito, poco prima che la pandemia ci toccasse così rapidamente e profondamente, mi ero attivato per acquistare una sonda ecografica portatile collegabile al mio iPad pro 11 e al mio Samsung S9+.

ecografia con sonda ecografica praticata su paziente

L’IMPORTANZA DI UNA COMPETENZA RADIOLOGICA

Da tempo infatti valuto ed interpreto le immagini TAC, cosa che mi consente di affrontare con maggior sicurezza sia la chirurgia della parete che quella addominale, sia oncologica che in urgenza.

Avere una competenza radiologica significa molto.

Per capirsi, se un radiologo dovesse guardare dentro una pancia aperta difficilmente riuscirebbe a identificare le strutture anatomiche che normalmente descrive nelle immagini radiologiche; diversamente il chirurgo capace di interpretare le immagini TAC, riesce a identificarne le caratteristiche reali cioè riesce a vedere in immagini grigie bidimensionali, strutture a colori e tridimensionali.

Ecografia: fasce di parete addominale con i muscoli retto e traverso 

UNA SONDA ECOGRAFICA PORTATILE

Si tratta di Butterfly iQ: un vero gioiello tecnologico associato ad un software d’eccellenza.

Poiché il chirurgo non può rilasciare un referto, le ragioni che mi hanno spinto a questa scelta sono legate sostanzialmente alla possibilità che questo strumento mi offre di ampliare le mie capacità cliniche di osservazione.

Nello specifico l’utilizzo di un ecografo da parte del chirurgo consente di:

  • definire alla perfezione i reperi chirurgici identificabili pre-operatoriamente, per poter introdurre gli strumenti chirurgici nella posizione più adeguata, in particolare nella tecnica eTEP
  • poter avere conferma della presenza di piccole ernie mal valutabili clinicamente
  • misurare direttamente le dimensioni di un difetto di parete di piccole o medie dimensioni, soprassedendo all’esecuzione di una TAC
  • valutare le dimensioni di eventuali sieromi od ematomi con la facoltà di monitorare nel tempo il decorso
  • poter eseguire un’anestesia loco-regionale non più con tecnica “blinded” ma anatomica (TAP block)
  • poter utilizzare la sonda anche in urgenza per poter definire quadri clinici urgenti eseguendo un’ecografia definita “ECO-fast”
  • drenare raccolte di parete, addominali o toraciche in sicurezza.

Grazie a tecnologie come questa, unite alla capacità di studiare e mettersi sempre in gioco, posso dire di riuscire a garantire ai miei pazienti ogni giorno di più una chirurgia sempre più “tailored”, ovvero specificamente commisurata alle specifiche esigenze di ognuno.

UN USO ALTERNATIVO IN TEMPI EMERGENZIALI

In questo drammatico momento ho imparato ad utilizzare la sonda ecografica –con preset polmonare- per individuare i segni tipici da polmonite interstiziale, tipica da SARS-CoVid-19.

Questo mi permette di poter individuare quei pazienti, giunti alla mia osservazione per patologie chirurgiche, senza sintomatologia respiratoria evidente, che potrebbero avere un’iniziale polmonite interstiziale, così da garantire un adeguato isolamento, fino a conferma diagnostica ottenuta dal tampone.

covid-19 fotografato dal microscopio elettronico

CoVid-19 fotografato al microscopio elettronico

Polmonite interstiziale bilaterale in paziente positivo a CoVid-19

Tutti gli operatori sanitari lombardi stanno dando il massimo per riuscire a combattere questa pandemia, utilizzando ognuno le proprie capacità specifiche o riadattandole e mettendole al servizio della collettività.

Chi non è un professionista della Sanità ha un solo modo per aiutare noi, se stesso e la popolazione tutta: STARE A CASA!
Desidero ribadirlo con forza: L’UNICA VIA PER USCIRNE È IL DISTANZIAMENTO SOCIALE, DUNQUE RIMANETE A CASA ED USCITE SOLO UNA VOLTA LA SETTIMANA PER LA SPESA DI GENERI DI PRIMA NECESSITA’.
In questo modo riusciremo ad uscirne, ma la battaglia sarà ancora lunga e difficile...

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