Blog>Cura dell’ernia inguinale: un’evoluzione durata secoli

Inauguriamo il BLOG di ernialaparoscopia.it con un post divulgativo sulla storia delle ernie e l’evoluzione del loro trattamento.

CURA DELL'ERNIA INGUINALE: UN'EVOLUZIONE DURATA SECOLI

COSA SI SAPEVA DELLE ERNIE IN ANTICHITA’?

 

L’ernia è una patologia di cui si ha testimonianza già almeno a partire dal XV sec. a.C. in quanto gli Egizi erano soliti trattarle con bendaggi contenitivi: ne sono prova alcuni papiri medici e le mummie stesse rinvenute lungo le sponde del Nilo.

In epoca romana, Aulus Cornelius Celsus (“il Cicerone della medicina”) nel I sec. d.C. evidenziò l’importanza della posizione supina col piano reclinato, i piedi in alto e la testa in basso, per facilitare la riduzione dell’ernia inguinale.

Numerosi sono i disegni e gli scritti di anatomia risalenti al Medioevo relativi al trattamento delle ernie: in essi è ricorrente l’indicazione all’utilizzo di cinti erniari e terapie sclerosanti. Va infatti ricordato che effettuare operazioni chirurgiche nell’antichità, sebbene pratica non sconosciuta, era però tendenzialmente adottata solo per urgenze dalle complicanze gravissime, poiché il rischio di morte del paziente operato chirurgicamente era allora elevatissimo.

 

Trattato sulle ernie Pierre Franco

UNA RIVOLUZIONE APRE LA VIA ALLA CHIRURGIA MODERNA

La conoscenza non completa delle strutture anatomiche parietali e del loro ruolo nella formazione dell’ernia, aveva di fatto indotto i chirurghi a concentrarsi sull’asportazione dell’ernia (erniotomia), piuttosto che sulla ricostruzione della parete (ernioplastica), con conseguenza inevitabile tassi di recidiva altissimi.

Solamente alla fine dell’800 vennero alla luce i primi trattati chirurgici basati sulla fisiopatologia dell’ernia; nel 1887 il dottor Edoardo Bassini pubblicò il suo lavoro fondamentale sull’intervento “funzionale” di ernioplastica inguinale e ne definì i princìpi di ordine anatomico e tecnico.

Dobbiamo arrivare agli anni ’80 e ’90 del Novecento per incontrare medici come Lichtenstein prima e Trabucco poi, che proposero a rinforzo della parete posteriore del canale inguinale, l’applicazione di una protesi sintetica e della plastica del difetto erniario con suture prive di tensione.

Ernia disegno di Astley Cooper 1804
Riparazione ernia inguinale disegno W.Halsted 1893

UN ALTRO PASSO AVANTI: LE TECNICHE MININVASIVE

Con l’evoluzione della tecnologia e l’introduzione delle tecniche chirurgiche mininvasive mediante l’utilizzo di strumenti dedicati laparoscopici, l’approccio alla riparazione dei difetti di parete ha subìto un nuovo cambio di passo.

La progressiva affinazione della tecnica mininvasiva adottata da un sempre maggiore numero di chirurghi ed il miglioramento dei materiali protesici e degli stessi strumenti laparoscopici, hanno permesso di riscontrare, dati alla mano, una serie di vantaggi:

  • sensibile riduzione dei tempi di degenza
  • recupero più rapido dell’attività lavorativa e sportiva
  • diminuzione del dolore postoperatorio
  • migliori risultati estetici
  • azzeramento della percentuale di infezione delle protesi
  • eguagliamento delle complicanze descritte nelle tecniche tradizionali
  • un costo sociale sensibilmente ridotto che compensa il maggiore costo economico della tecnica mininvasiva

Tuttavia, la riparazione dell’ernia inguinale per via laparoscopica non ha ottenuto unanimità di consensi nella popolazione dei chirurghi tanto da essere ancora oggi motivo di dibattito.

Le ragioni principali sono sicuramente da attribuire da una parte al fatto che ancora una grande fetta di chirurghi, sebbene di grande valore, non sia diventata esperta di procedure laparoscopiche; dall’altra le tecniche impiegate, essendo molto recenti, sono soggette a costanti critiche e modifiche.

LA LAPAROSCOPIA COME UNA DELLE FRECCE ALL'ARCO DEL BUON CHIRURGO

La fattibilità e la sicurezza delle tecniche laparoscopiche sono elementi presenti sicuramente dove chi opera è un laparoscopista esperto. Il chirurgo esperto infatti ha le capacità e le conoscenze per integrare l’approccio “vecchio” con quello “nuovo”, offrendo ai suoi pazienti una chirurgia veramente “tailored”, cioè fatta su misura per loro.

La European Hernia Society, che è la società europea di riferimento per quanti si dedicano alla chirurgia della parete addominale,  ha definito gli approcci e le tecniche da adottare in relazione alla patologia della parete da correggere ed ha stilato un diagramma di flusso da poter condividere e seguire.

Personalmente, se consigliato e fattibile, prediligo l’approccio mininvasivo per la riparazione delle ernie.

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